L’Agenzia delle Entrate invita i contribuenti a verificare la congruità tra spese e reddito dichiarato, alla luce delle voci del nuovo Redditometro: ecco come usare il Redditest.

Sono partite le prime lettere dal Fisco che richiedono ai contribuenti di verificare la  dichiarazione dei redditi 2011 (presentata nel 2012): non si tratta di un accertamento fiscale, ma di uno strumento di compliance di cui si avvale l’Agenzia delle Entrate applicando il nuovo Redditometro.

L’Agenzia fornisce ai contribuenti informazioni generiche sulle spese effettuate nel 2011 e note al Fisco, con l’invito a controllarne la congruità rispetto a quanto dichiarato nel 730 o nel modello Unico/PF. Come? Utilizzando il Redditest.

Non c’è alcun obbligo di risposta ma è consigliabile effettuare un controllo tramite redditest per scongiurare un eventuale accertamento sintetico.

La missiva dovrebbe contenere una griglia con le voci di spesa del nuovo Redditometro (abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese e investimenti finanziari), senza però indicare i relativi importi (anche nel rispetto della privacy).

Nel caso in cui risultino spese superiori alle possibilità di reddito, rese possibili da altre fonti di finanziamento legittime (redditi esenti o con ritenuta alla fonte, risparmi), è tutto in regola. Se invece il contribuente si rende conto di dover correggere la dichiarazione dei redditi, può farlo avvalendosi del ravvedimento lungo, fino al 30 settembre 2013, che prevede una sanzione del 3,75%.

Non è la prima volta che l’Agenzia ricorre a queste lettere informative: serve a stimolare i contribuenti a verificare la correttezza delle proprie dichiarazioni mentre, nel corso dell’anno, gli accertamenti veri e propri da Redditometro saranno circa 30-35 mila, in linea con i numeri degli scorsi anni.

Intanto, è attesa a giorni la circolare applicativa dell’Agenzia delle Entrate sul Redditometro, che dovrà anche chiarire una serie di dubbi: in primis sul peso delle medie ISTAT (punto molto controverso) e sulle garanzie per il contribuente in sede di contraddittorio (fase precedente all’accertamento).

Il tutto, anche in risposta a molteplici critiche, a partire da quella della Corte dei Conti, per non parlare delle diverse sentenze che hanno messo in discussione la costituzionalità del nuovo Redditometro.